Trovata una nuova prova dell’esistenza di Dio

“Una dimostrazione di Dio che sia, per così dire, Nietzsche-resistente, una dimostrazione di Dio a partire dalla grammatica, più esattamente dal cosiddetto ‘futurum exactum’ (il futuro anteriore)”. E’ con questa interessante provocazione intellettuale che il filosofo tedesco Robert Spaemann interverrà giovedì al convegno “Dio oggi”, organizzato a Roma dalla Cei.
10 DIC 09
Ultimo aggiornamento: 05:01 | 13 AGO 20
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Qualsiasi cosa ne possa nascere in futuro, quel che è accaduto un tempo è, e resterà sempre, vero. “Nessuna parola pronunciata un giorno sarà un giorno non pronunciata, nessun dolore non sofferto, nessuna gioia non vissuta. Il passato può diradare, ma non si può fare in modo che non sia stato”, dice Spaemann. “Che esista un essere che nella nostra lingua si chiama ‘Dio’ è una vecchia diceria che non si riesce a mettere a tacere”, aveva scritto Spaemann in un suo celebre libro. “Questo essere non fa parte di ciò che esiste nel mondo. Dovrebbe essere piuttosto la causa e l’origine dell’universo”. Nietzsche aveva ragione a scrivere che per liberarsi di Dio ci saremmo dovuti liberare della grammatica. Ma anche lui non poté fare a meno di conformare i suoi pensieri alla grammatica. Spaemann ricorda la storiella della scritta sul muro: “Dio è morto. Firmato: Nietzsche”, sotto la quale qualcuno ha scritto: “Nietzsche è morto. Firmato: Dio”.